Niente riconoscimento facciale
Il sistema riconosce situazioni, non identità: vede una persona, un casco, un carrello, una zona vietata, ma non sa chi è la persona. Nelle immagini le persone possono essere oscurate.
Più tutela, non più controllo
Le telecamere con intelligenza artificiale per la sicurezza servono a proteggere i lavoratori, non a controllarli. Niente riconoscimento facciale, niente analisi delle emozioni, nessuna decisione automatica, dati aggregati e accordo con le rappresentanze prima dell'installazione.
Il sistema riconosce situazioni, non identità: vede una persona, un casco, un carrello, una zona vietata, ma non sa chi è la persona. Nelle immagini le persone possono essere oscurate.
Il riconoscimento delle emozioni sul luogo di lavoro è vietato dall'AI Act dal 2 febbraio 2025 (art. 5.1.f), salvo motivi medici o di sicurezza. Non lo usiamo.
Il D.Lgs. 179/2026, art. 41, riserva sempre la decisione finale a una persona fisica. Il sistema segnala, non giudica.
Statistiche per area e turno, non schede individuali. La conservazione è breve e definita per iscritto.
Ti supportiamo nell'accordo previsto dall'art. 4 dello Statuto dei lavoratori o nella richiesta di autorizzazione all'Ispettorato del Lavoro.
Cartelli, informativa privacy, comunicazione sui sistemi automatizzati ai sensi dell'art. 1-bis D.Lgs. 152/1997 come richiesto dall'art. 11 L. 132/2025 e dall'art. 41 D.Lgs. 179/2026, e DPIA — richiesta dal Garante per i sistemi che consentono il controllo a distanza dei dipendenti — preparata con il DPO aziendale.
Sopralluogo gratuito
Un tecnico visita lo stabilimento o il cantiere con l'RSPP e individua i rischi dove la visione artificiale è utile. Il sopralluogo è gratuito e senza impegno.