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Più tutela, non più controllo

Privacy dei lavoratori e intelligenza artificiale: sei garanzie

Le telecamere con intelligenza artificiale per la sicurezza servono a proteggere i lavoratori, non a controllarli. Niente riconoscimento facciale, niente analisi delle emozioni, nessuna decisione automatica, dati aggregati e accordo con le rappresentanze prima dell'installazione.

01

Niente riconoscimento facciale

Il sistema riconosce situazioni, non identità: vede una persona, un casco, un carrello, una zona vietata, ma non sa chi è la persona. Nelle immagini le persone possono essere oscurate.

02

Niente analisi delle emozioni

Il riconoscimento delle emozioni sul luogo di lavoro è vietato dall'AI Act dal 2 febbraio 2025 (art. 5.1.f), salvo motivi medici o di sicurezza. Non lo usiamo.

03

Nessuna decisione automatica

Il D.Lgs. 179/2026, art. 41, riserva sempre la decisione finale a una persona fisica. Il sistema segnala, non giudica.

04

Dati minimi e aggregati

Statistiche per area e turno, non schede individuali. La conservazione è breve e definita per iscritto.

05

Accordo prima dell'installazione

Ti supportiamo nell'accordo previsto dall'art. 4 dello Statuto dei lavoratori o nella richiesta di autorizzazione all'Ispettorato del Lavoro.

06

Informazione e trasparenza

Cartelli, informativa privacy, comunicazione sui sistemi automatizzati ai sensi dell'art. 1-bis D.Lgs. 152/1997 come richiesto dall'art. 11 L. 132/2025 e dall'art. 41 D.Lgs. 179/2026, e DPIA — richiesta dal Garante per i sistemi che consentono il controllo a distanza dei dipendenti — preparata con il DPO aziendale.

Sopralluogo gratuito

Vediamo insieme dove l'intelligenza artificiale serve davvero.

Un tecnico visita lo stabilimento o il cantiere con l'RSPP e individua i rischi dove la visione artificiale è utile. Il sopralluogo è gratuito e senza impegno.

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